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Giochi di Carte

 

Fluxx: le regole cambiano


Decisamente bello e divertente ci è sembrato questo gioco di carte della Looney Labs (www.looneylabs.com). immediato da imparare (persino io non ci ho messo più di dieci minuti!), graficamente molto chiaro, veloce da giocare, tanto che una partita sola non può bastare.
L’idea è in sè molto semplice: vi sono cinque diversi tipi di carte, al proprio turno, chi è di mano pesca e gioca due carte, cercando di far combaciare le  carte che porrà sul tavolo di fronte a sè con i goals (condizioni di vittoria) che ha in mano e che potrebbe giocare. Il problema è che vi sono delle carte (New Rules) che cambiano le regole del gioco sino a stravolgerle più e più volte nel corso della partita. Le New Rules possono essere giocate per favorire se stessi, per mettere i bastoni fra le ruote agli avversari o - meglio ancora - in maniera casuale per vedere l’effetto che fanno.

Inutile continuare a spiegare le regole, in pochi minuti le capirete meglio che leggendole qui. Disponibile con diverse caratterizzazioni (Martian, Monthy Pithon, Family, Zombie, Eco) ed espansioni.

Consigliatissimo, specie a coloro che iniziano a diventare insofferenti ai lunghi giochi strategici, di fronte ai quali il piano agricolo quinquennale dell’ex Unione Sovietica appare come il compito di un bambino di prima elementare.



Opus-Dei: gioca coi filosofi


Iniziamo subito col dire che riteniamo questo gioco molto bello, divertente e per niente palloso, nonostante l’argomento che potrebbe scoraggiare molti.

Sul tavolo vengono disposti in fila dodici carte, ognuna rappresentante un filosofo o pensatore o ‘fools’ (folle) a partire dai greci ai giorni nostri, e ognuna con punteggi differenti. A turno ogni giocatore ‘porterà in essere’ uno di loro e lo porrà nella propria ‘weltanschaung’, cioè nella propria visione del mondo; vince chi alla fine del gioco ottiene il punteggio più alto sommando tutti i propri filosofi.

Il meccanismo del gioco ricorda quello di Guillotine, e ogni giocatore dispone di una serie di carte ‘Miracolo’ aventi lo scopo di cambiare la disposizione e l’ordine dei filosofi sul tavolo, in modo da portare al primo posto quello con il valore più alto possibile (i ‘fools’ hanno valore negativo) e metterlo nel proprio bottino. Vi sono poi carte ‘Terra’, che influiscono sul valore dei propri o altrui filosofi o sulle possibilità di azione proprie o degli avversari, oppure carte ‘Sole’ che influiscono su tutti i giocatori (una sola di esse può essere in gioco).

‘Miracoli’, ‘Terra’ e ‘Sole’ rendono il gioco molto vario, con continue variazioni nella disposizione dei filosofi sul tavolo, ‘furto’ di carte agli avversari, possiilità di cambiare le carte della propria mano, eccetera. Molti filosofi hanno poi dei poteri speciali che vengono attiva
ti nel momento in cui vengono presi da un giocatore e il cui impatto sul gioco può essere anche determinante.

La descrizione di ogni filosofo e di ogni concetto filosofico è molto precisa, anche se breve e assolutamente ‘non politically correct’, vale a dire che è chiaro che gli autori prediligono alcuni di essi ad altri, ed a questi assegnano punteggi più alti. Questo secondo noi non toglie nulla al valore del gioco, anzi!

Il gioco, in inglese, si può acquistare via internet dal sito ufficiale danese. Sono previsti mazzi di espansione.

Decisamente consigliato.

(18/12/2009)

www.opus-dei.co.uk






Deficients and Dragons Card Game, ossia: chi prenderà l’Occhio del Drago?


Talete Edizioni ha presentato  a LuccaGames2009 il gioco di carte non collezionabile Deficient and Dragons, di Andrea Marmugi con disegni di Daniele Tonini, colori di Anna Migliaccio e grafica di Gianluca Caputo.

I simpatici disegni delle carte richiamano ovviamente il comic book dallo stesso nome e sono divise fra tesori, mostri e  i sei personaggi che i giocatori potranno scegliere.

Le regole in breve

All’inizio del gioco si pescano dai rispettivi mazzi tanti tesori quanti sono i giocatori e un numero doppio di mostri, poi si dispongono in modo casuale sul tavolo, i mostri scoperti e i tesori a faccia in giù. In questo modo si forma un ‘dungeon’ che i personaggi dovranno percorrere per arrivare a prendere la carta centrale, l’occhio del drago.


Ogni personaggio parte quindi dal bordo del tavolo di fronte al giocatore e si  muove di uno ‘spaziocarta’ alla volta (cioè per una distanza massima uguale alle dimensioni della carta stessa); se nel suo movimento tocca una carta deve ‘risolverla’, vale a dire combatterla se si tratta di un mostro: il valore della caratteristica si somma al tiro di un dado da sei, se il personaggio perde il combattimento, ritorna al punto di partenza; se perde il mostro, un altro mostro viene posto sul tavolo.  Se si tratta di un tesoro, che però può anche essere un altro mostro o una trappola, si gira la carta e la si risolve. Un altro  tesoro viene quindi posto sul tavolo. Guadagnando tesori e uccidendo mostri, i personaggi aumentano i loro punteggi. Successivamente, all’interno dello stesso turno, il giocatore muove un mostro.

Se un personaggio arriva a toccare la carta centrale, il giocatore la prende e la pone di fronte a sè, ma vincerà soltanto se riuscirà a far tornare al punto di partenza il proprio personaggio. Se nel percorso il personaggio viene sconfitto, l’occhio del drago verrà perduto e messo al posto del personaggio sul tavolo.


Il meccanismo del movimento di uno ‘spaziocarta’ è interessante, così come il fatto che mostri e tesori vengono posti a caso sul tavolo. Il fatto di muovere in ogni turno sia il proprio personaggio che uno dei mostri e le carte ‘trappola’ possono rendere il gioco abbastanza movimentato.

Ogni partita, secondo quanto da noi sperimentato, dura da venti minuti anche a più di un’ora, a seconda del numero dei giocatori ma soprattutto dalla densità di mostri e tesori sul tavolo, cioè dal fatto  se sono sparsi su una superficie più o meno grande. E’ un gioco molto semplice da imparare e può essere giocato anche dai bambini.

(30/10/2009)

www.shockdom.com/deficientsanddragons/gamecard/